venerdì 30 dicembre 2011

Il racconto del mese - 30.12.2011



Balìn





    Lunga, la vita felice di Balìn, il cavallo da tiro. 

Un cavallo belga vasto di spalle e di terga, dall'arco della schiena insormontabile da un qualsivoglia cavaliere. E dal nome che solo a malapena un filologo col gusto dello spezzino idioma avrebbe ricollegato ad un prosaico Pallino.

lunedì 26 dicembre 2011

Etimologica 4: Testicolo




In occasione delle festività natalizie, giusto per rimanere leggeri, una vexata quaestio fulminante: l'etimologia di testicolo.

martedì 20 dicembre 2011

L'immagine della settimana - 20.12.11


   Un abitante delle acque stagnanti attorno alle foreste di Zigonia, nella quinta dimensione a destra del bar là in fondo.
Non ci credete, vero?
Nemmeno io :D

Se volete conoscere i parenti di questo cyclops matematico, variazioni di una formula base prodotta con Apophysis 3DHack, visitate la pagina dove li ho raccolti: http://www.dartrender.altervista.org, nella sezione Showroom->2d->Micro

Qui sotto un altro esempio:


Testo e immagini di LAV/gigionaz.


sabato 17 dicembre 2011

Elogi I,18


ELOGIO DEL GATTO



Il gatto è sinuoso e sensuale, ma questo, lo ammetto, è un luogo comune.
Però, a volte, ti trovi a letto, da solo, e l'aria è fredda, e si congelano i piedi. E in casa, per un qualche strano caso, si trova un giovanissimo micio. Allora sale sul letto, al buio, e si strofina contro la tua nuca mentre tu, sconsolato, già dormi. Poi scopre un pertugio, giusto tra la tua schiena, le spalle e il materasso. Dove la coperta non può aderire, nonostante tutte le tue attenzioni. Allora si insinua in silenzio, quasi con timore di non poterne più uscire. Arriva al fondo, attorno ai piedi. Si accoccola. Fa le fusa. Con discrezione s'addormenta.
E tu fai sogni meravigliosi.

mercoledì 14 dicembre 2011

Sono solo parole


virgolette-> "Hey, boyz! Ne hanno ammazzati tre di abbronzati! Cioè, no tre. In realtà due e mezzo. Sì, lo so, poi si è ammazzato anche il camerata. Mi spiace, a dir la verità, ma chissà cosa c'aveva in testa, quello.
Tanto normale non era mica. Non c'aveva neanche una donna...

sabato 10 dicembre 2011

Natura non facit saltus?

   Una delle più note affermazioni scientifiche-filosofiche. 'La natura non fa salti', cioè la natura è un tutto continuo, non è discreta, i cambiamenti avvengono gradualmente, ecc ecc.

martedì 6 dicembre 2011

Il racconto del mese - 01.12.2011

Salimbene 

(cap.1)

link

   
   Ah! Il mio amico Salimbene, dovreste conoscerlo! E' un tipo originale, unico, come il suo soprannome: "l'uomo elefante". O "cammello". Per via di una appendice vermiforme che gli spunta di tra le gambe, all'altezza della giunzione pelvica, e che, sinuosa, gli serpeggia via per circa un metro, un metro e venti. A seconda delle circostanze. A volte più (notevolmente di più), a volte meno (parecchio di meno).

lunedì 5 dicembre 2011

Spread...a sulle nostre teste

Sicuro di far piacere a molti graficologisti, mostro la serie storica dello spread btp-bund nell'ultimo anno, nell'ultimo mese ed oggi. Ultimo giorno, o primo dell'era Monti.

   

 



   Dal che si deduce che, con ogni probabilità, ci hanno raccontato balle per quasi vent'anni. Il nemico, contro cui eravamo chiamati all'aspra tenzone, non era il comunismo internazionale o quello nostrano. I rigurgiti del pensiero antiliberale.
Eh no!
Il nemico che complottava contro il salvatore della nostra patria comune era, al di là di ogni possibile dubbio, lo strumento di secoli di evoluzione del pensiero liberale. Il mercato. La libertà di investire e di rischiare e di far soldi.

Maledetti pifferai e maledetti topolini sempre pronti a ballare allegramente.

Testi: LAV/gigionaz, grafici grabbati da www.bloomberg.com

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A questo punto, mesi e mesi dopo, devo pur spiegare che ce l'avevo con chi, a parole, si proclama fautore del libero mercato, liberale de noantri, padre di una 'rivoluzione liberale' che qui da noi ha significato statalismo e populismo. E che, dal mercato, è stato bocciato, passando lo spread (il giudizio sulla solvibilità dei debiti dello Stato italiano) da 120 a 570 in 11 mesi. La destra italiana non è più liberale dai tempi di Giolitti.

lunedì 28 novembre 2011

La caduta di Bisanzio


Crolla share del Tg1, stacco record Tg5
Minzolini: "Critiche fiera dell'ipocrisia"

Poco più di quattro milioni di spettatori davanti all'edizione delle 20 di ieri e il 16% di share. Il notiziario dell'ammiraglia Mediaset al 20,41% con 5 milioni 295 mila spettatori. Mai un distacco così pesante. Idv, Pd, Fli, Api: "Il direttore si deve dimettere". Il cdr del tg: "Emergenza dovuta a una linea politica faziosa". Boom Tg3: l'edizione delle 19 quasi al 18%, il dato più alto dei tg Rai



domenica 27 novembre 2011

Una supernova bambina


   Una supernova è stata fotografata a 14 giorni dalla nascita. nella galassia M51, il giugno scorso. M51 è una galassia conosciuta col nome di galassia Vortice ed è una delle galassie più evidenti nel cielo notturno: la si può vedere anche con un cannocchiale, mentre con un modesto telescopio si possono già osservare le strutture della spirale.

venerdì 25 novembre 2011

Weimar 2, la vendetta



Oggi sentivo a Radio24 (quella del Sole24ore - focus economia, la potete risentire qui tra un paio di giorni) che si sospetta che la Germania stia stampando marchi in Svizzera.

mercoledì 23 novembre 2011

Elogi I,17


ELOGIO DEL CAVEDANO O DELL'ASTUZIA INUTILE



  Chi non conosce il cavedano? In Toscana l'idioma gentile lo chiama squalo, dal latino Squalius cephalius. E di fatti ha una grossa cabeza. Però, via, uno squalo nel fiume (e nel torrente)!
  E' astuto, il cavedano, e sa di essere ingrato al palato. I cavedani d'oggi sfruttano i liquami del fiume, cibandosene, credendo di schifare i palati anche più insensibili.

martedì 22 novembre 2011

L'immagine della settimana: 22.11.2011


Come si fa a dipingere un buco nero su tela? :D
La tela, tecnicamente, è un 3d modificato in Lightwave (sia come colore che come geometria) con un disegno frattale prodotto con Apophysis, usato come mappa di displacing. Gli altri oggetti (pennello  barattolo e vernice) sono modellati. Le stelline di luce che, del tutto improbabilmente, escono dal buco nero o vi precipitano, sono particelle hypervoxels generate nel programma Lightwave.

martedì 15 novembre 2011

Etimologica 3: Responsabilità

  
 Il lemma responsabilizzare mostra bene le vie che segue spesso il senso per incarnarsi nei vocabolari della lingua. Un andirivieni geografico e cronologico che spiega perchè ci sono degli specialisti che studiano la Storia della lingua.




giovedì 10 novembre 2011

L'immagine della settimana - 10.11.2011


Mi piace cercare dettagli minimalisti dentro le complesse configurazioni frattali. Oh, 'minimalisti' è un bel dire... Questa è una imprevista emergenza 'spinosa' all'interno di una rotonda flatlandia priva di particolari interessanti. Come diavolo saranno uscite fuori quelle cuspidi e quelle ghirlande ossee?

Testi e immagini di LAV/gigionaz. Immagine in origine qui

Calibro 308



    Col 308 ci si cacciano i cinghiali. 
   Ha una serie di vantaggi. Si abbattono gli animali anche di molto grossi con la maggior sicurezza possibile, spesso con un solo colpo. Il bestio più incarognito lo si fa saltar via dalle zampe e si possono terminare anche i grifi più vecchi e sicuri di sé.
   Adelmo li usava, quando era più giovane, e mi raccontava del cinghiale capo che scendeva dalla discesa al torrente senza immaginare nulla. 

mercoledì 9 novembre 2011

Elogi I,16

Elogio della patella, o della cadrega ostinata


   La patella è un animale a ventosa. Dove s'attacca vive. 
Dove vive s'attacca - che niente la può più staccare da lì - spostandosi solo un poco. Quando conviene a sinistra, quando conviene a destra. 
La patella, infatti, si muove solo lateralmente e non conosce le dimensioni verticali. Un abitatore di flatlandia, direbbe Abbott. 

martedì 8 novembre 2011

Ciao Papà!

Breaking news... Dice che se ne va, il Berlusconi, dopo l'approvazione del patto di stabilità. Secondo me gliel'hanno imposto Napolitano e Letta. Più o meno.

Spread a 496. Berlusconi ci sta rovinando


C'è chi chiede:

Ma che aspettano i cortigiani del Cavaliere a mandarlo a quel paese?

venerdì 4 novembre 2011

Il racconto del mese - 02.11.2011



Il cosacco




_ Gli alleati erano sotto a quella linea, vedete, da Fornaci di Barga in giù, lungo la vallata del Serchio. Era la linea gotica, quella. Tagliava in due la vallata, di modo che quello di Fosciandora che aveva la morosa a Castelvecchio non aveva di che stare allegro, no davvero.

lunedì 31 ottobre 2011

Morte di un amico


Ieri è morto il mio amico Piero Milesi, un uomo gentile. Musicista minimalista, arrangiatore ed amico di Fabrizio de Andrè. Abitava a Bonassola, e l'infarto l'ha colto sullo scooter, che andava da Levanto verso casa, in mezzo ai detriti e alle alluvioni.


Rimangono le serate passate insieme a parlare di uva e di vino, di concerti e di donne, di jingles e di mare.
Aveva 58 anni.

L'immagine della settimana - 31.10.2011


  Magari ce ne andremo per un conflitto nucleare, o magari a coltellate. Ma io penso che sarà di certo una cosa luminosa.

sabato 29 ottobre 2011

Previsioni, cause e concause

Della serie: meglio sapere...



Con l'ausilio dei grafici probabilistici siamo in grado di inquadrare, non solo quando pioverà, ma anche dove con maggiore probabilità pioverà di più. In base a questa analisi saltano all'occhio in particolare sue settori: il Levante Ligure e l'alta Lombardia.

Tanti volenterosi a Dio danno una mano


Nel rumore bianco che si sparge per la rete ogni volta che succede qualcosa di 'notevole', aggiungo queste mie considerazioni, certo di non poter incrementare né diminuire il disturbo ed il bla-bla.

Dunque dico delle cose sulla tragedia di Spezia e del suo territorio, tanto a controllare in rete (e sui libri) se dico delle cavolate, la gente ci mette poco. Se sbaglio, conto sul fatto che qualcuno mi correggerà.

L'alluvione del Vara è dovuta a:

giovedì 27 ottobre 2011

Piove che Dio la manda


   Avrete già visto centinaia di queste immagini e quindi metto solo queste due.
Volevo solo lasciare anch'io un piccolo segno che ricordi la sventura della gente di mare e di fiume, qui a La Spezia. 
C'è una cosa bella. Tutti aiutano tutti. 
Anche ragazze e ragazzi di 17-18 anni che escono dalla loro casa rimasta asciutta in stivali e calzonacci, per andare nella fattoria della loro amica a salvare gli animali e per spazzare il fango.
Non parlate male dei ragazzi.




Testi di LAV-gigionaz - foto. Video da Youtube

lunedì 24 ottobre 2011

Etimologica 2: operaio e cavaliere

   Oggi andiamo ad indagare una serie di parole comuni e apparentemente banali, laddove, cioè, non dovremmo trovare nulla di strano o di nuovo: lavorare, operaio, cavaliere.



sabato 22 ottobre 2011

L'immagine della settimana: 23.10.2011

 
   Un'immagine creata per una mostra collettiva su CGSphere. L'idea che ha dato origine al contest era straordinaria. La sfera come ipostasi della grafica digitale 3D.

Adelmo, decrescita e cinghialetti

   Ho due grossi meli su in campagna. Sono due alberi sopravvissuti ad un incendio scoppiato una trentina d'anni fa, quando il terreno non era mio, ed ora sono talmente alti e grossi che non riesco nemmeno a potarli. Mele 'rotelle', autoctone della Lunigiana ed ora molto rare.
   Da quasi assoluto autodidatta li ho curati in questi ultimi anni, liberandoli dalle acacie e dalle vitalbe che gli crescevano intorno e sopra. I due meli mi hanno ringraziato riempiendosi, quest'anno, di frutti. Tante mele che, ad Agosto, i rami più grossi si sono schiantati.


giovedì 20 ottobre 2011

Elogi I,15



ELOGIO DELLE TROTE GRANDI


   Le trote piccole se ne stanno a prendere il sole tra i sassi, dove la pozza d'acqua finisce e la corrente rallenta. E' facile vederle, perché, se gli arrivi alle spalle, loro non vedono te. Stanno a galla, quando c'è una schiusa di effimere, e si litigano gli insetti. Fanno tanto fracasso che sembrano ragazzine alla ricreazione. 
E le prendi, se proprio ti va, e le mangi bollite o al cartoccio. 

martedì 18 ottobre 2011

Etimologica I: desiderio



  Mi metto a leggere l'etimologia di una parola importante sul Dizionario etimologico della Lingua italiana, di Tristano Bolelli, insigne linguista e venerabile vecchio dalla barba bianca (almeno quando lo conobbi all'Università, due o tre lezioni prima di decidere che il suo corso di glottologia era troppo complicato per me, adesso è morto).
Trascrivo la sua etimologia di desiderio, integrando tra parentesi.
Desiderio: Lat. Desiderium.
Desiderare: Lat. Desiderare, formato su considerare. Composto di de- (che esprime mancanza o separazione: de-mente = stupido, privo di mente; de-capitare separare la testa - caput - dal corpo) e un derivato di sidus, siderìs "stella". Nel linguaggio latino degli àuguri (sacerdoti che avevano compito di predire il futuro, di capire il rapporto tra le cose, di scoprire la verità), "avvertire la mancanza delle stelle (sidera)", e perciò "sentire la mancanza di".
   Allora si capisce perché quando si desidera qualcosa, si avverte spesso un vuoto più grande dell'oggetto voluto: noi siamo lì a far finta di volere una play station, ma in realtà, senza saperlo neanche, ci contentiamo di desiderare la play station perché sappiamo che le stelle non le possiamo avere.
   E allora non siamo mai contenti, perché se tu vuoi un ghiacciolo alla menta e ti fanno credere che in realtà è meglio al gusto arancio, allora lo compri, lo mangi, magari fai anche le facce beate, ma poi ti manca sempre il ghiacciolo alla menta. La mia esortazione è di continuare a cercare le stelle e di innalzare la play station, che un giorno riusciremo a comprare, a livello almeno di Marte (difficile, ma ci si potrebbe riuscire).
   
   In latino però de- esprimeva anche un complemento di luogo (de profundis = dal profondo) o rende, ancor oggi, più intenso il significato della parola cui si accompagna (de-predare: mettere a ferro e fuoco, predare proprio da cattivi). 
   E allora una ricostruzione etimologica un po' più arbitraria darebbe a de-siderare un significato più bello: chi desidera è al di là delle stelle o viene dalle stelle, chi desidera vuole qualcosa che è ignoto e che è oltre le stelle. 
Eppoi le stelle non si toccano sì, ma pure si vedono, e sono lì e non si muovono neanche.

   Da meditare, inoltre, l'etimologia dell'opposto ConsiderareDato che in latino, come in italiano, con- indica unione, possesso, com-unione, allora chi considera sta con le stelle - le fissa con attenzione esclusiva, come sue amiche - dall'alto del suo aver studiato (aver comprato, aver potuto, aver venduto, aver conquistato ecc.), magari perché ne ha già troppe, di play station. 
   E chi sta con le stelle non perde tempo a preoccuparsi di chi non ha nemmeno un telescopio perché non può (perché non ha comprato, non ha venduto, non ha conquistato, non ha studiato, ecc.).
Alla prossima.

Testi di LAV/gigionaz
Immagine dal sito di Yago Salina, che ringrazio

lunedì 17 ottobre 2011

Elogi I,14


ELOGIO DEL VAIRONE, O DELLA DISSENNATA GIOVENTU'



  Il vairone è un pesciolino lungo al massimo venti centimetri. Neanche un palmo.

domenica 16 ottobre 2011

Ferro e fuoco


Io sto con i 'manifestanti pacifici', come si dice adesso. Anche se non condivido alcune loro posizioni.
Io sto con la gente dei quartieri, voti come voti. E con le loro auto bruciate.
Io sto con quelli che hanno visto bruciare i loro negozi.
Io sto, anche, con quei poliziotti che si sono trovati all'ospedale.

Emotivamente e politicamente.

Se un giorno si dovrà affrontare la cosa come racconto storico, temo che i 'responsabili' di questo macello non saranno identificati solo in quei deficienti dalla faccia coperta di nero.

Banalissimo, ma non potevo star zitto.

L'immagine della settimana - 16.10.2011


   Uno strano animale marino, certamente un crostaceo, ripreso vicino alla maschera del sub.

sabato 15 ottobre 2011

E-cat, energia per il popolo

   C'è una leggenda che sta prendendo corpo nel mondo. La produzione di energia a costi bassissimi, senza emissioni dannose per l'ambiente, diffusa nel mondo e 'democratica'.

venerdì 14 ottobre 2011

Omaggio (2)


ascolta Destini incrociati (Radio24) - click dx - "apri in altra scheda"

   Questo omaggio è per due uomini venuti dal nulla. Due geni tirati fuori dalle strade. Un eroe apollineo, tutto classe e compostezza, saggio e ordinatore, gambe e pallone sempre in movimento. E un folle dionisiaco, perduto tra gambe storte, spina dorsale deformata, donne, alcool, tabacco e palloni impazziti che finivano sempre dove lui voleva.
Entrambi figli di povera gente, entrambi decisi a essere Dei per qualche anno.
   Un grazie alla trasmissione di Radio24, che li ha presentati al meglio.




Video da Youtube

lunedì 10 ottobre 2011

Censimento 2011

Per dovere e informazione dirò che sono riuscito a compilare online il Censimento, il terzo giorno alle ore 7 di mattina. Senza problemi di linea.

L'immagine della settimana - 10.10.2011


   Questa è un'immagine che ho inviato ad un concorso sulla '500, presso il sito dei Lightwavers italiani: www.lwita.com. Si doveva interpretare il mito dell'automobile popolare per come è stata vissuta negli anni '70 e '80.
   Io ricordavo la tempesta ormonale che divorava me e i miei compagni ed amici, al tempo. E mi tornava in mente il modo con cui si usava la 500, a mo' di alcova da contorsionisti. Avrei tanto voluto montare un portapacchi, sul tettuccio.
   Le cicche in terra stanno a segnalare che la tipa, ai tempi, ci metteva un sacco a prepararsi.
   Ah! Il titolo è 'Italians do it better". :D

domenica 9 ottobre 2011

Improvvisazione al potere

   Oggi è il primo giorno in cui si può compilare il censimento via Internet. Compilare la scheda del censimento è, si dice, un obbligo civico. Te compili e il tuo spirito di cittadino esemplare innalza il suo canto ai valori della democrazia.
   Il server del Ministero crolla subito sotto, pare, 500.000 richieste di connessione. E il tuo spirito civico viene sconfitto dall'insipienza del gestore della cosa pubblica, che probabilmente ignora il distributed denial of service.
   DDoS autoinferto.
   I server su cui risiedono i siti hanno una larghezza di banda prefissata e possono, per regole interne, rispondere ad un numero limitato di richieste contemporanee di accesso. Si definisce Distributed Denial of Service un attacco ad un server operato da un malizioso hacker che induce centinaia o migliaia o decine e centinaia di migliaia di computers a collegarsi simultaneamente con una pagina Web, per produrne il crash e la scomparsa.
   Che sugoso! Il Ministero che si produce astutamente un evento DDoS da solo! 



   Io metto il mio senso civico resistente. Costava tanto, a loro, informarsi su Wikipedia, settare correttamente il server e comprare banda? E, se non c'è larghezza di banda adatta, sotto il cielo grigio di questo nostro paese che sta franando, perchè diamine mi chiedete di fare il resistente?

ref 1 e 2
testo di LAV/gigionaz, disegnino preso qui

sabato 8 ottobre 2011

Lattuga gentiRe


   Oggi sono andato a fare la spesa al mercato in piazza, sotto casa mia. Il sabato non lavoro e, di solito,  mi prendo un'ora di mattina, per girare tra i banchi. Abbiamo un mercato del pesce che è un trionfo di colori e di odori.

venerdì 7 ottobre 2011

Articolo 21 della Costituzione Italiana

Mi stavo dimenticando... e grazie a Stefano me lo sono ricordato.




« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

giovedì 6 ottobre 2011

Omaggio

 
    Un omaggio a Steve Jobs. Capitalista genio e uomo di pace. Colui che, messo fuori dalla sua creatura, Apple, non avendo altro da fare, s'è creato la Pixar. Uomo di pixels colorati come nessun altro mai.
"Essere l'uomo più ricco del cimitero non mi interessa. Andare a letto ogni sera sapendo di aver fatto qualcosa di meraviglioso, questo è importante per me". Intervista al Wall Street Journal del 1993.
Viva.

lunedì 3 ottobre 2011

L'immagine della settimana


   Con questa inizio a mettere sul blog, ogni settimana, un'immagine. Nelle intenzioni dell'autore, la cosa dovrebbe collegarsi con quanto viene pubblicato nello spazio che sta prendendo corpo. Questa prima prova è ancora calda. Cotta con Mandelbulb3D e Photoshop CS2.
Senza titolo, per ora.
La versione a risoluzione maggiore è qui.
Anche questa immagine, come tutto quello che è contenuto nel blog e nel sito dartrender.altervista.org , si intende sotto licenza Creative Commons.
   

venerdì 30 settembre 2011

Il racconto del mese



    _Eccheccavolo...!
   Seduto abbastanza comodamente dinanzi al suo terminalino domestico, Joshua aveva trovato l'ennesimo bug nella stesura del programma che avrebbe dovuto presentare di lì a poco alla sessione d'esame. 
Il calcolatore era collegato direttamente alla banca dati centrale dell'Università, e questo dava a Joshua un senso di quasi divina potenza, anche se in verità il suo accesso era limitatissimo.
 In realtà, poteva solo scaricare i dati o il suo programma stesso a beneficio dell'esaminatore. L'unica cosa che poteva fare, oltre a ciò, era usare il compilatore e le librerie senza doversi comprare l'ultima versione o procurarsi, in qualche modo, una copia pirata.

   Sul terzo pianeta a destra di una stella molto marginale di una galassia abbastanza anonima era da poco cessata un'immensa attività vulcanica che aveva tenuto occupato quel minimo pianeta per veramente un bel po' di ere.
    
   Risultato di tutto ciò era un mantello giallastro di azoto, anidride carbonica, zolfo, idrogeno. 
Indecisi se rimanere in sospensione nell'atmosfera, cioè, a ben vedere, in se stessi, tutti questi gas pensarono infine di prendere strade diverse: chi piovve letteralmente dal freddo, chi si innamorò di rocce di varia origine legandosi ad esse quasi per sempre, chi si fece gli affari suoi e rimase inerte per i secoli a venire.
   Da tutto ciò nacque un bel mare brodoso e molto ricco di fertilizzante. 
Non c'era però chi fosse interessato a tutto questo. Il pianeta sussultò ancora per poco degli ultimi fuochi vulcanici, eruttò disgustato qualche miliardo di tonnellate di sé, si vide e non era poi bello: si placò del tutto.
   Il calore del giovane sole aumentò per esuberanza naturale e l'atmosfera, il mare e il pianeta stesso evaporarono in silenzio.



   Joshua era molto depresso: il suo calcolatore non era dei più veloci. Ogni ciclo macchina durava 3.675 nanosecondi e un tot. Il suo programma era per ora compilato per quattro miliardi di cicli macchina, ma veniva eseguito al rallentatore a causa della maledetta lentezza delle periferiche a cui pure bisognava continuamente accedere per scaricare i dati.
   Il ciclo era, come sempre, stesura - compilazione - test - debug ... Solo la fase di test gli portava via un tempo che sembrava infinito.
   E il risultato era che spesso il programma falliva inchiodando rumorosamente.
   Lui, altrettanto rumorosamente, si dava al turpiloquio.

    Questa volta il pianeta era scosso da tremiti più profondi.
   Qualcosa che si poteva pure chiamare deriva dei continenti.
   Il pianeta non dipendeva dai vulcani per sfogare l'esubero della sua energia.       
In qualche modo aveva trovato una sua armonia, ed era soddisfatto di questo.
  Rimase pensieroso per qualche era. Poi scoccarono dall'atmosfera pesante e sempre uguale un fulmine, un lampo e uno scoppio che si scaricarono da qualche parte. 
Nel medesimo istante alcuni elementi si attrassero reciprocamente, elettrizzati dalla nuova esperienza, e quel che derivò dal party fu un gran mal di testa e ciò che in seguito altri avrebbe chiamato vita.
   Il brodo fertilizzato del mare era quanto di meglio e brevissimamente fu saturato di aggeggini allegri e immemori di sé che comunque consumavano affamati tutto ciò che trovavano attorno. 
  L'atmosfera scendeva lentamente in mare e si faceva via via più leggera. Di questa vaghezza approfittava un sole psicologicamente più stabile, per riscaldare, ora più ora meno, il pianeta stesso. Non era un bel vedere, ma poteva funzionare.
   Almeno per un po'.


   Joshua bluffava. Consapevolmente e disonestamente. Era arrivato a quattro miliardi e mezzo di cicli di programma in un tempo relativamente breve. E il programma intero doveva in qualche modo misurane circa cinque miliardi, cinque miliardi e mezzo, ciclo più ciclo meno.
   La sua ragazza era estasiata per l'arguzia e le capacità dimostrate.
   Perché non era del ramo, l'ingenua: tutto quel popo' di lavoro era già stato fatto da innumerevoli studenti dei corsi precedenti. Lui si era limitato a comprare i listati sottobanco. Beh, si diceva, però sono stato bravo ad assemblare insieme tutti quei pezzi, dando un senso al tutto e togliendo gli errori. Mentiva anche questa volta, e gli errori erano i suoi, di trascrizione. Un paio di volte aveva persino inserito routines tratte da riviste del settore...
   Comunque, ora, arrivava il difficile. Per andare avanti comprando il lavoro di altri avrebbe dovuto spendere più di quanto il mensile passatogli dai suoi poteva permettergli.

   Non chiedetemi come, ma su quel pianeta era comparso qualcosa di nuovo: una cellulina rotonda che si muoveva trasportata dalle minuscole correnti di quel mare agitato. Si nutriva di coacervi, anche se era solo un'accozzaglia di coacervi essa stessa.
  C'erano tanti coacervi e quindi molto cibo, e la cellulina visse abbastanza piacevolmente per un po' di tempo.
   Quindi, siccome non era un tipo solitario, provò a cercare compagnia.
   Nemmeno una cellula all'orizzonte.
  Risolse il problema, anche senza saperlo. Il suo io si sdoppiò per la solitudine, e il più era fatto.
  Da quel momento il mare si popolò di innumerevoli cellule, dei generi più diversi. Alcune tranquille di natura, altre egocentriche ed aggressive.
  Ci furono epiche battaglie, leghe e coalizioni. Apparvero anche accozzaglie di cellule, che in virtù della loro casualmente superiore strategia, vinsero e si affermarono, e covarono un fortissimo senso di superiorità.
   Fu un periodo davvero pieno di fermenti.
  Ora le cose andavano, in un certo senso, per la loro strada.
 Apparvero organismi tanto superspecializzati che bastava una nube un po' più persistente delle altre per farli morire di freddo e di tristezza. Qualcuno provò a specializzarsi un po' meglio, cose del tipo imparare a spostarsi a piacimento, variare i menù e trovare cose eccitanti da fare il sabato sera.
  Ovviamente ebbe successo.
  Apparvero cose come: ricci di mare, stelle di mare, anemoni di mare, ma ancora prima lattughe di mare, cetrioli di mare e anche forse pomodori di mare, o loro antenati.
  Non apparvero, per puro caso, mozzarelle di mare, e così le capresi dovettero attendere ancora a lungo per lanciare i loro primi vagiti sul mondo.


  Joshua cominciava ora ad essere abbastanza soddisfatto: erano ore e ore che il programma non si inchiodava più. Non inseriva più nuove variabili, e questo gli risparmiava sforzi per costringere la sua scarsa fantasia a trovare nomi improbabili da inserire nel listato. Pensare che poi, una volta compilato, il programma non avrebbe recato traccia di quell'immane sforzo di creazione poetica...
  Certo, succedevano cose che lo lasciavano perplesso, e il traceback del programma a volte era per lui un mistero profondo.
  Ma nel suo innato ottimismo, non dava molta importanza alle cose che non capiva: era necessario fare, anche perché l'esame era ormai alle porte.
  Questo lo portava, a volte, a dimenticarsi a cosa servisse quel tale passaggio o un loop misterioso che in un momento di stanchezza o di rilassatezza aveva inserito.
  Tuttavia cresceva, nel frattempo, la considerazione di sé.

  Il mondo era una pace sublime: il giorno dopo era solo la ripetizione del precedente. Una noia mortale a cui però tutta la vita si era abituata con gioia.
  Per lo più si passava l'esistenza in bassi fondali sabbiosi pieni di ogni ben di dio.
  Errore fatale! Le radiazioni vigliacche di una supernova esplosa da qualche parte, ma sempre troppo vicino, giunsero imprevedibili, cancellando dal mare un buon settanta per cento degli esserini più evoluti.
   La sola consolazione, effimera, fu che nessuno se ne accorse.
  Si fu lì lì per rovinare tutto lo sforzo fatto fino a quel momento e, se andò in modo diverso, fu solo per sfacciata fortuna.



  Joshua stava mangiando un panino con maionese e cetrioli, quando la stampante sfornò un diagramma precipitosamente tendente al caos. Allarmato, tentò di capirne il motivo. Stava per gettarsi in una penosa sessione di debug che gli avrebbe portato via l'appetito. Ma il programma, che stava continuando a funzionare, si riportò in pochissimi istanti ad uno stato di normalità. Pensò di aver avuto le traveggole, e riprese a rovinarsi il fegato con cetriolini e maionese.

   Per rifare le stesse cose che prima della maledetta supernova erano venute benissimo ma avevano portato via un'infinità di tempo, il mondo ci mise ben poco.
  Poi, per vendicarsi dell'imponderabile che aveva provocato la catastrofe, lui e i suoi abitanti presero ad affrettare i ritmi.
    Le cose venivano che era una meraviglia.
  Apparvero i pesci, le ostriche e le cozze. Anche le aragoste e i gamberi e insomma, tutto congiurava per giungere, questa volta, ben oltre la semplice caprese.
   Qualcuno pensò, ricordando la brutta esperienza cosmica, che i bassi fondali erano luoghi pericolosi. Decise di emigrare  trovandosi, all'improvviso, in terra ferma. Il paesaggio non era dei migliori, ma c'erano già piantine a non finire, e felci e qualche pseudoalbero.
   Di lì a poco la terraferma prese a popolarsi di strani animali che correvano, volavano e strisciavano e facevano anche un bel po' di rumore.
  Poi, siccome c'era tanto spazio, le dimensioni di ciascuno crebbero vertiginosamente e apparvero esseri enormi e anche molto intelligenti che costruirono un mondo pacifico e davvero in armonia.
   Tutto scorreva felice e sempre uguale, un'altra volta, a se stesso.
   Era scoccata l'ora dei grandi dinosauri.


  Joshua aveva dormito poco e male quella notte: il programma continuava a girare, ormai prossimo ai cinque miliardi e qualcosa di cicli che era il minimo per essere ammessi al corso successivo. Il programma girava e girava in un loop automodificante e il suo personal scottava quasi dalla febbre.
   Erano cinque, anzi quasi sei giorni, che era in funzione senza problemi. Proprio in tempo, disse tra sé Joshua, dato che l'esame è domani mattina.
 Tornò alla scrivania e guardò lo schermo pieno di dati. Prese il nastro chilometrico di carta che la stampante aveva vomitato di notte, impedendo al condominio di chiudere occhio, nonostante fosse di un tipo ultrasilenzioso.
  Scorrendo il rotolo di carta si accorse che poco prima era successo un'altra volta il caos. Anche in quell'occasione i dati avevano subito oscillazioni paurose, per pochi secondi. Poi tutto era tornato normale.
   Se avessi tempo, pensò Joshua contento di non averne, rivedrei tutto da capo.
    Il programma girava tranquillo, l'esame era vicino e Joshua pensò di affidarsi alla sua buona stella.

   Zànghete! Un'altra supernova era scoppiata.
In realtà ne erano esplose veramente molte, ma quelle che interessavano quell'angolo di universo popolato erano così rare che era proprio un peccato che prendessero a riversar radiazioni mortali a intervalli più o meno fissi proprio quando sembrava che tutto andasse a meraviglia.
  La cosa era seccante per quel pianeta. Si dovevano, in pratica, fare gli straordinari. I grandi rettili erano stati spazzati via dal pianeta in men che non si dica, lasciando vaste tracce di ossa fossilizzate.
   Il pianeta era veramente arrabbiato, tanto arrabbiato che, questa volta, fece le cose ancora più in fretta. Niente rettili lenti e giganteschi. Ora ci volevano esseri piccoli e rapidi, a sangue caldo e più intelligenti, che se domani veniva una supernova assassina (pensò per un'attimo a "Supernova III, la vendetta.", _ Uh! Ho dei progetti..., disse tra sé...), potessero nascondersi sottoterra come alcuni di essi avevano già fatto, educati com'erano dalle cure prestate loro dai rettili più piccoli. (La forza del pianeta non era la fantasia ma la costanza).
   Questa volta l'evolversi delle cose fu velocissimo.
  Quei topi che avevano sostituito i rettili si moltiplicarono e si differenziarono spandendosi per l'universa terra; crebbero in numero e varietà.
   Poi, molto velocemente, nacque una specie di topo con un pollice slogato e snodato in modo discutibile, che prese a far mirabilie. Il pianeta si era momentaneamente addormentato e non se ne accorse.
  Dall'oggi al domani il topo prese a chiamarsi "Uomo" e, forse per questo, scoperse il fuoco, l'uso della mazza ferrata, della pizza e della pubblicità subliminale. Era, o si credeva, felice. 


   Joshua era poco meno che raggiante. Il prof., visto che i risultati concordavano perfettamente con le premesse dei suoi saggi, gli diede un bel trenta, ammettendolo alla prova pratica, più impegnativa, in cui avrebbero analizzato e testato il programma da capo a fondo.
   Joshua, a casa, guardava estasiato il programma girare.
   Non aveva la minima voglia di fare del debug prima di almeno due giorni. Andò a dormire portandosi dietro una lattina di roba gassata e un panino con formaggio e mostarda. Non avrebbe fatto bene ai suoi foruncoli e le briciole nel letto lo infastidivano, ma, insomma, ce l'aveva fatta.
   Il programma girava e girava. Mancava un dodicimillesimo di ciclo prima che il flusso ritrovasse il bug che si sarebbe potuto chiamare "Supernova III - la vendetta". 

Testo di LAV/gigionaz