sabato 22 ottobre 2011

Adelmo, decrescita e cinghialetti

   Ho due grossi meli su in campagna. Sono due alberi sopravvissuti ad un incendio scoppiato una trentina d'anni fa, quando il terreno non era mio, ed ora sono talmente alti e grossi che non riesco nemmeno a potarli. Mele 'rotelle', autoctone della Lunigiana ed ora molto rare.
   Da quasi assoluto autodidatta li ho curati in questi ultimi anni, liberandoli dalle acacie e dalle vitalbe che gli crescevano intorno e sopra. I due meli mi hanno ringraziato riempiendosi, quest'anno, di frutti. Tante mele che, ad Agosto, i rami più grossi si sono schiantati.




Decido di chiamare un contadino del luogo per farmi aiutare. Ce ne sono ancora quattro o cinque, in un raggio di circa 5 o 6 km. Diciamo, un contadino per chilometro quadrato.
Lo contatto, si chiama Adelmo, 72 anni, e lo porto nelle mie piane.
_Conosco questi campi. Quando avevo 8-10 anni, alla fine degli anni '40, venivamo qui a mietere il grano. C'erano un sacco di alberi da frutta, anche. Noi aiutavamo a mietere, loro ci aiutavano a tagliare il pascolo. Era tutto un aiutarsi, a quei tempi.
_Ecco il melo...

_Ah! Un melo bellissimo!
E' molto alto e il tronco è così grande che non si riesce a circondare con le braccia.
_Delle mele rotelle, non ce n'è quasi più.
_Lo voglio usare per prendere le marze e innestare meletti selvatici...
_Giusto. Io non so innestare, ma ho un amico che lo fa. E' bravissimo. Innesta anche ad Agosto e Luglio. Mi ha innestato tutti i miei olivi. Te lo mando.
_Grazie Adelmo. Guarda, questo l'ho messo quest'anno. Una mela durona.
_Te l'hanno rovinato, eh, i caprioli!
_Sì, mi hanno scortecciato anche i susini. Arrivano sino davanti la porta d'ingresso.


_Io li aspetto la sera sotto casa, quando la caccia è chiusa. Aspetto una sera, aspetto un'altra sera, tanto prima o poi arrivano. Quando passano, tiiinnnn! Uno solo, due all'anno. Tanto non siamo mica dei mangioni, noi.
_Cacci?
_Sì. Cinghiali soprattutto. Usavo il 308, adesso no, perchè pesa troppo. Comunque la mia squadra ne ha presi più di cento l'anno scorso. Siamo in 17 nella squadra. Diciamo cinque sei cinghiali a testa.
_E cosa te ne fai?
_Uno ce l'ho ancora in ghiacciaia. Ma servono. Un po' al medico, un po' al farmacista... Un po' qua un po' là.
_E poi?
_Mah... ieri mi è venuto un fagiano a mangiare con le galline. C'avevo il 12 vicino, ma l'ho fatto andare via battendo le mani. Non sparo mai nemmeno alle pernici e alle starne che lanciano ad agosto.
_Quelle che si vedono per la strada, in fila, quattro o cinque alla volta?
_Quelle.
_Ne hai di animali?
_No, no... Solo un mulo di più di vent'anni. Lo tengo per farmi compagnia. Avevo due cavalli, fino a qualche anno fa.
_Galline e conigli?
_Galline sì, cinque. Mi fanno 4 o 5 uova al giorno e mi basta. Conigli no. Li ho tenuti sino all'arrivo di quel virus. Li avevo in un recinto sotto i castagni. Figliavano tanto, sai? Scavano buche nel terreno e ogni tanto saltano fuori nidiate di conigli.
_Ma la volpe non te li mangiava?
_No, c'avevo messo un muretto tutto intorno e la rete alta.
_Ma non scavavano per andarsene?
_No, non è mai entrato nessuno e neanche uscito. Solo un cinghialetto. Avevo trovato nel bosco un cinghialetto che avrà avuto si è no due o tre giorni. Gli davo la pupparola. Me lo mettevo in braccio e quello si attaccava. Quando sarà stato sui 25 chili, lo tenevo insieme ai conigli, un giorno mi sparisce dal recinto. Era domestico, eh! Mi veniva a mangiare in mano e mi dava delle testate sulle gambe. Non aveva ancora i denti fuori, ma era un maschio. Carino. Davvero, come un figlio.

Insomma, una mattina non lo trovo più. Vado a chiedere nel paese ma nessuno l'aveva visto. La sera ero alla finestra e lo vedo spuntare dal bosco. Eccolo! Tornava al recinto. Aveva trovato un punto in cui la rete era fissata male.
Il giorno dopo esce di nuovo e allora l'aspetto. Appena mi corre incontro, tiinnnn, con la carabina tipo Winchester! Se continuava così l'avrebbero preso e mangiato.
_Era buono?
_Ah! Buonissimo!


_Comunque niente vacche o capre.
_No, solo un mulo e le galline. I conigli, un giorno, mi hanno preso il virus. Me ne è morto uno, poi un altro. Vado dal veterinario e lui dice che non c'è problema, si possono mangiare. Ma io dico... Ma chi sono? Mangiare animali morti? Se io porto in casa un animale morto, mi fanno camminare...
_E allora?
_Niente. Sono entrato con la carabina e li ho fatti fuori uno dopo l'altro. E' stato un peccato. Li ho buttati via tutti.
_Anch'io ho una carabina, ma la uso per tirare al poligono. Ho 3 donne in casa e se portassi un coniglio o anche solo un piccione, mi farebbero camminare, a me.
_Abbiamo anche dei cani. Mia figlia ne ha cinque. Io ne ho tre per il cinghiale. Solo che una quest'anno mi è diventata matta, mi ammazzava le galline. Non le mangiava mica, eh! Me le portava lì posandole a terra. Ma io ci ho messo poco. Una sera l'ho chiamata, "Dina, Dina!"... Appena si è avvicinata gli ho dovuto sparare. Mica mi potevo far mangiare tutte le galline. C'ho la moglie che non si può muovere, ha la sclerosi multipla, e devo fare tutto io.
_Sclerosi?
_Sì, sclerosi. E' una malattia che non si può mica curare. E che ha un decorso lunghissimo.
_Decorso?
_Sì. E' il tempo che ci mette a ucciderti.
_Sì, immaginavo... Insomma, Adelmo, me lo fai il lavoro? Mi poti i peri e mi risistemi i meli. Mi tagli tutti i rovi (70 x 10m, per ora). Cerchi di mettermi a posto il ciliegio (anche quello avrà ormai trent'anni, ma fa delle ciliegie durone abbastanza buone) e i fichi. Se ce la fai mi tagli anche quelle acacie. La legna lasciala lì, che la uso per la stufa...
_Certo.
_E quanto mi viene a costare?
_Non posso dirlo adesso, dopo, lo posso dire. Comunque sono 15€ l'ora. Ci devo mettere anche la benzina per gli attrezzi. Se ci metto tre ore non posso dirlo. Potrei mettercene anche cinque o sei. Comunque, non c'è problema, me li puoi dare anche con comodo.

Diavolo di un Adelmo, uomo verde sino alle midolla. Uomo ecologico e decrescista. Campione dell'armonia tra uomo e 'il tutto'. Dio lo conservi.
Spero di averci i soldi per pagarlo. Ci rispettiamo e collaboriamo. Ma non vorrei che decidesse di usare il Winchester, anche con me.  

Testo e foto n°2 di LAV/gigionaz. Le altre sono linkate.

6 commenti:

  1. Alcune estati le passavo a Fabriano, in una frazioncina vicino ad un ruscelletto e ad un supermercato per qualche anima sparsa (qualcuna col fucile, qualcunaltra con la canna da pesca).
    Era notte, eravamo andati a mangiare la piadina su tavolacci di legno e su quelle stradine del ritorno niente luci, solo fari.
    Un cingiale enorme attraversa la strada e si incaglia sul paraurti dell'Alfa.
    Lui stava benissimo, la macchina ed io, un filo di meno.

    Sono una viziatissima ragazzina di città, con una fobia insana per gli insetti.
    Sì, lo so, è una vergogna.
    Quanto ti invidio.

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  2. :D Non so se è una vergogna. Non credo proprio. Mia figlia è così.
    Da bambina mi aveva estorto una promessa: "Un giorno, papà, mi devi comprare una fattoria". Intendeva 'un tetto con un po' di terra, lontano dalla città'.
    Io promisi. Poi, una serie di eventi 'fortunati' mi ha permesso di mantenere la promessa.
    Ora, non è che sia proprio una fattoria... Diciamo una casetta con un po' di terreno in mezzo ai monti.
    Adesso, la ragazzina ha 17 anni.
    L'hai più vista lassù, te?

    PS: Abbiamo tantissimi insetti, intorno casa :D

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  3. Che meraviglia i bambini, così leggeri e veloci sopra la vita.
    E tu che hai mantenuto una promessa, chapeau.

    Sì che è una vergogna.
    Il fatto è che non me la spiego.
    Non sono facilmente impressionabile, tipo il sangue, i topi, i rettili, i ragni, nulla.
    Fammi però vedere una falena, un calabrone o un grillo e divento una saltatrice con l'asta senza asta, ovviamente.
    Na' meraviglia.

    Ti invidio davvero, per questa cavolata per me la campagna e la montagna d'estate sono off limits e invece mi piacerebbe moltissimo assaggiare l'armonia che racconti ;)

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  4. Mi piacerebbe ti innamorassi dell'insetto più bello che abbiamo lassù.
    A me piace così tanto che l'ho addirittura modellato: http://www.dartrender.altervista.org/pages/portfolio5.htm
    Lo scarabeo rinoceronte.

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  5. Più lo guardo più mi rendo conto d'esser un caso disperato.

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  6. :D Possibile. Ma secondo me si può fare qualcosa. La figlia più grande chiamava spesso, urlando, quando le entravano nella stanza degli insetti. "Giana! C'è una vespa enorme!". Entravo in camera e lei era sul letto, protetta da una pila di cuscini. Nell'aria svolazzava, in effetti, una vespa. Sai, di quelle piccole piccole, nere e sottili.
    E le tipule! Procuravano allarmi a defcon5.
    Poi, tutto d'un tratto, è finita.

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