giovedì 12 gennaio 2012

Dodici anni con Huk, il cinghiale parlante


   Ed eccomi ancora una volta a parlare di cinghiali. Un'ossessione, voi direte. Possibile, rispondo io. Ma un'ossessione pacifica e innocente.
   Sono in armeria. Sono un pacifista animalista ma sono arrivato ad un'età in cui mi posso permettere delle eccezioni al bon ton. Da qualche tempo possiedo una bellissima carabina con cui faccio tiro a segno in campagna, su da me. D'inverno vado al poligono e mi diverto assieme ad altri ossessivi compulsivi, innocui e beneducati.
In armeria c'è un signore sulla sessantina che sta comprando un fucile.

   Il discorso, come quasi sempre avviene, cade sui cinghiali.
Sulla dura cotenna dei cinghiali che a mala pena, lui dice, è penetrata da una pallottola calibro 308, meglio da una 30.06.
Io, sprezzante del ridicolo, sfido il cacciatore ad andare su youtube, a guardare come all'estero si uccidano cinghiali con un 4,5 mm ad aria compressa.


Risa.
Insisto.
   Il bel cacciatore nega (ha i capelli bianchi e sciolti signorilmente sulle spalle, tirati indietro e lisci, senza nodi nè boccoli nè legacci che ne denuncino una trivialità di moda o una eccessiva frivolezza da ricco dandy).
_Io ne so di cinghiali! Ne ho ammazzati a decine. A volte nemmeno una bomba li fa fuori.
   E si inizia a parlare, come avviene di solito, di besti che corrono per i boschi pestandosi le budella, per nulla persuasi a tirare le cuoia. O di quel caso, famoso, di un cinghiale ucciso durante una battuta, la cui carcassa fu abbandonata nel bosco, perchè era senza mandibola, con tutto il cranio in suppurazione. Colpito da qualche cacciatore apprendista, ferito gravemente giorni prima e mai più ritrovato, che era ancora vivo. 
A chi è cresciuto, come me, guardando dieci milioni di volte il cervello di JFK sparpagliarsi sull'asfalto a Dallas, l'immagine fa appena un po' impressione.

   Io insisto. Basta andare sul Web e vedere (io sparo ad aria compressa e, pur non tirando mai ad altro che a cartoncini e barattoli, ho un ... sano ...  senso di orgogliosa appartenenza di categoria).

_ Io ne so di cinghiali. Io ci ho dormito per notti intere con un cinghiale!

_ Yum! Ci siamo, mi dico. 
Sapete, il senso improvviso di essere appena entrati in una storia. Lo si avverte immediatamente, quando si riconosce l'occhio serio e un po' in partenza del narratore.

_ Io, per fare le iniezioni ad Huk, con l'ago robusto che si usa per i cavalli, avevo un bel da fare. Solo dietro l'orecchio entrava. In nessuna altra parte del corpo.
_ Iniezioni?
_ Ho avuto un cinghiale per dodici anni, a casa. Me l'hanno portato che sarà stato lungo due spanne. Era un maschietto pestifero. L'avevo messo in un recinto di rete elettrosaldata, con fili elettrificati tutt'intorno. I cavalli, basta che sentano una volta la scossa e non si avvicinano più. Huk sembrava una boccia sul tavolo da biliardo. Rimbalzava da una parte all'altra.
Dopo molti mesi di vita coi cavalli si era calmato. Era cresciuto e alla fine era diventato un maschio di 150 chili circa. Un bestione che mi seguiva come un cane.
_ E sua moglie?
_ Mia moglie e mia figlia, niente. Ormai c'era. Intelligente da non credersi. E dotato di una serie di vocalizzi da far paura. Sembrava parlare.


_ Senta, ma... Insomma, a noi maschi succede che, prima o poi, ci scappi una voglia di vivere alla grande, se mi spiego...
_ Ah, lui se ne andava semplicemente. Da adulto non lo tenevo chiuso. Stava libero. Appena sentiva arrivare dal bosco un odore di cinghialessa, partiva, faceva i suoi comodi, e poi tornava a casa. Se tardava, mi bastava prendere una scatola di cibo per cani. Sa? Di quelle di latta, con l'apertura ad anello. Se la apre, fa un 'click' che quasi non si sente.

   Io lo so, perchè avevo un cane di nome Pippo, che, anche se non cinghiale, quando sentiva passare vicino a casa una cagnetta bendisposta, saltava la rete del giardino e si dava alla macchia. Rimanendo latitante per tre o quattro giorni. Una volta tornò senza un canino inferiore (che chissà cos'è successo, disse il veterinario, per togliergli uno dei denti più saldamente infilati nell'osso, di tutto il regno animale). Un'altra volta si rifece vivo con uno sbrego sulla guancia, che ci vollero cinque punti di sutura.
Era, naturalmente, un cane di taglia media, e sapeva il fatto suo.

Ma torniamo al nostro Huk.
_ Appena sentiva il rumore della scatoletta che veniva aperta, cinghialessa o no, si precipitava a casa, fosse anche d'in cima al monte.
Stiamo parlando non di una verde valle fiorita, in mezzo a boschi e forre.
Il cacciatore di cui non so il nome, ahimè, vive a pochi chilometri dalla mia città. Vicino casa sua passa l'autostrada, la ferrovia e la statale. Dietro, è vero, iniziano dei boschi. Ma sono boschi 'civili'. Punteggiati da case e villette e ristoranti e condomini.
_ L'animale, dice un altro cacciatore (questo un po' fighetto, a dir la verità, giovane, sparato nero, cappello e modi affabili, da professionista sui quaranta), l'animale adesso ha capito che sta meglio vicino alle case. Caprioli, daini, cinghiali, volpi, tra un po' anche i cervi.
_ Una volta stavo trascinando nel campo delle ramaglie, riprende il padre di Huk.
Andavo al mucchio, ne prendevo due fascine, una per mano, e me le trascinavo dietro per un centinaio di metri. Poi tornavo indietro e via così. A un certo punto ero stanco e mi sono seduto. Lo sapete cos'ha fatto Huk? E' andato a prendermi dei rami, per tre o quattro volte, me li ha portati trascinandoli con la bocca. Li ha posati nel mucchio e poi mi s'è messo a sedere davanti. Facendo uno dei suoi vocalizzi (che il cinghiale non fa solo grunt grunt, ha un sacco di parole distinte).
La lingua del cinghiale, penso. Deve esistere davvero.
_ E com'è finito?
_ Si è ammalato che aveva più di dodici anni. Ha perso l'uso delle gambe di dietro. Poi di quelle davanti. Non dormiva più. Nessuno voleva entrare nella stalla. Ho dovuto chiamare un veterinario dalla Pianura Padana. Che lì ci sanno lavorare, coi maiali. Abbiamo provato per mesi con le iniezioni dietro le orecchie. Poi, non c'era più niente da fare, l'ho ucciso con un colpo in fronte. Dormiva e non ha sentito niente.
Mentre dice queste ultime cose si sente che ha la voce rotta e tutti i cacciatori stanno zitti, lasciandolo lì col suo momento d'imbarazzo.
_ Ho pianto per una settimana.

A questo punto mi devo chiedere perchè capitano tutte a me queste storie di cinghiali. Perchè arrivo a conoscere tutti questi cacciatori innamorati delle loro vittime. E ancora, perchè mi girano intorno tutti questi personaggi che uccidono il cinghiale che vive con loro come un figlio.
Le risposte possono essere diverse ed anche irriverenti, ma mi sa che, prima o poi, un cinghiale vocalista dovrò conoscerlo anch'io. 

Testo di LAV/gigionaz, veramente ascoltato e senza rielaborazioni, talchè è inutile che vi mettiate a cercare ragioni psicanalitiche della sua origine.
Immagine di testa: qui; immagine del cinghiale sulla pancia (rielaborata): qui

3 commenti:

  1. Ma Sai, da mezza vegetariana mi sono trovata spesso a parlare con gente, anche abitualmente carnivora, che dice 'eh ma la caccia mai'.

    Ammetto che la caccia come attività puramente venatoria mi lascia perplessa (vedi patiti del safari etc) ma mangio più volentieri della cacciagione che un animale d'allevamento, magari intensivo.
    L'amore del cacciatore per le sue vittime non è poi il paradosso che può sembrare. Uno non esclude l'altro.

    E a sproposito: questo calcolatore automatico di debito pubblico che hai messo mi fa venire l'angoscia!

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  2. Ma perchè? In queste ultime settimane il calcolatore registra un (una proiezione sul) debito pubblico in diminuzione. Abbiamo diminuito il debito di 1 miliardo e mezzo di € in un mese!
    E oggi i titoli di debito sono stati venduti a meno del 4%!

    (Anche se concordo: l'ammontare complessivo è da angoscia :) )

    Dovevi vederlo il cacciatore. E' vero che, come dice mia moglie, "potrebbe sparsi al suo, di uccello"... ma soffriva davvero.
    E le contraddizioni dello spirito umano mi incuriosiscono assai.
    Sai? Guardare le cose da un punto di vista imprevisto.
    Un salutone, Flavia
    Un gigionaz rigorosamente pacifista e animalista

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  3. Fatto un errore: non di un miliardo e mezzo. Ma di 3 miliardi e trecento milioni.

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