mercoledì 19 febbraio 2014

Suicidi nel mare di denaro

La crisi che dura sta dipingendo il nostro quotidiano del rosso sangue versato dalle sue vittime.


Lavoratori rimasti senza lavoro, imprenditori che vedono morire la loro impresa, partite IVA cadute nelle grinfie del moloch Equitalia, servo del leviatano democratico. O della mafia, o della Camorra o di chiunque approfitti giudiziosamente della crisi del credito.
Veniamo anche informati, tra le righe, dell'epidemia di suicidi che si sta diffondendo tra i banchieri della City, e poi tra i broker di tutto il pianeta. I lupi della finanza vengono stritolati dal meccanismo che loro stessi hanno messo in piedi, oliato e nutrito di carne e sangue di lavoratori, imprenditori e partite IVA. Come pure ci insegna magistralmente Scorsese col suo Wolf of Wall Street.

Ma...

La comunicazione di massa prevede sempre la tempesta perfetta quando sa benissimo che sarà solo un forte temporale. Si è creato un feedback a specchio tra chi produce le notizie che il mondo vuole che lui scriva quello che il mondo vuole leggere da lui prodotto che produce inevitabilmente un rimbombo. 
"Leggo quello che succede o leggo quello che viene scritto perchè io voglio leggerlo e quindi ne impongo la scrittura con tutte quelle milionate di 'like' che fanno alzare il rating della pagina e guadagnare chi l'ha scritta e attrarre investitori che valutano un decimo di centesimo ogni click che però diventando milioni portano in cassa un fracco di soldi?".


Meravigliosi flussi di neon colorati che disegnano farfalle e origami di dati nel tunnel della rete, come immaginava Gibson, ma non torrenti e fiumi e oceani di dati che l'hacker saccheggiava a rischio della vita, piuttosto correnti di pensiero organizzato e ben educato, mandrie di caprette condotte al pascolo. Che le caprette, oltre che produrre latte, tengono ben rasato il prato del padrone.

Bah, è una questione vecchia, anche se forse mai realizzata e misurata su numeri grandissimi come avviene oggi. Ed è complicata dal fatto che oggi la fonte delle notizie è una, Google, e multipla assieme, i links infiniti di Google. Ma non è mai la realtà diretta. Il giornalista oggi è un agglomeratore di notizie, nel migliore dei casi, che non conosce quello di cui parla per averlo visto e conosciuto, ma al contrario vede e fa vedere quello che si vede di già, palese a chiunque sappia lavorare di click.

Ricordo la chiacchierata con un caro amico, caporedattore di cronaca di un giornale nazionale, che si vantava di avere il record di permanenza nel ruolo. Una poltrona scomoda, quanto a orari di lavoro, orari che non esistevano, sempre dietro com'era alla notizia girando la città, la nazione e il mondo. Sempre dietro alla realtà diretta, che poi interpretava giudiziosamente a suo modo e te la presentava condita con i suoi sughetti, sì, ma sempre sughetti fatti di reale.

E dunque?
Dunque, se non ci sono dati statistici che dimostrino l'aumento del caso di suicidi in quest'ultimo periodo tra i banchieri e i finanzieri, allora vuol dire che ci stanno dando in pasto ciò che noi vogliamo mangiare. A morte i banchieri, i finanzieri, i broker e anche quelli delle assicurazioni, per abbondare. 
E dunque, se è così, transeat. Della malvagità del sistema finanziario mondiale che ci porterà ben presto all'Armageddon si è già detto abbastanza.

Se invece si riesce a dimostrare l'aumento effettivo dei casi di suicidio negli ambienti della finanza mondiale,siamo di fronte ad un bivio: o il lavoro è diventato troppo duro anche per i lupi, e bisogna aver per loro compassione, poverini, che stanno peggio di noi ed è soddisfacente, a suo modo, sentire in bocca il sapore della vendetta, o sanno qualcosa che a noi è tenuto celato. Perchè, sapete, la finanza anticipa sempre di qualche semestre il trend futuro che ci aspetta.

Però, riconosco che questo modo di pensare è quello tipico della mentalità complottista, che di solito aborro. E quindi considerate questo intervento come un nonsense perduto nella corrente.